Le terme romane

Santa Venera al Pozzo

Il mezzo terapeutico utilizzato presso gli Stabilimenti termali delle Terme di Acireale è costituito da un’acqua classificata come sulfurea salso-bromo-jodica radioattiva. La sorgiva di detta acqua risulta localizzata in territorio del Comune di Acicatena, al confine meridionale di Acireale, all’interno di una ristretta area geograficamente individuata come contrada di S. Venera al Pozzo, limitrofa alla località Reitana. La temperatura dell’acqua sulfurea, sostanzialmente costante nel corso dell’anno, si attesta sui 21,4°C in media, con scarto rispetto alla temperatura ambiente sull’ordine di 3-4°C . Furono i Greci a trovare una sorgente a bolla di acqua benefica e vi costruirono dei locali probabilmente a scopo termale. Una volta giunti i Romani tali edifici furono abbattuti e sulla loro base furono erette delle strutture termali di cui oggi sono rimasti i ruderi risalenti ad un periodo posteriore al I secolo. Come era antica consuetudine le terme erano costituite da diversi ambienti tra di loro collegati: una prima stanza, della quale non si sa se fosse coperta o meno, costituiva un luogo di incontro dove si parlava, giocava, commerciava; questa era seguita da una seconda, adibita a spogliatoio, dalla quale si poteva passare o al Frigidarium (per un bagno freddo) o al Tepidarium il quale, a sua volta, comunicava con il Calidarium. Il Tepidarium e il Calidarium conservano ancora oggi la caratteristica volta a botte, riscontrabile anche negli edifici termali di Ercolano e Pompei. Intorno al 1300 fu eretta dai devoti una piccola chiesa proprio in questa zona, all'interno della quale ancora oggi possiamo ammirare la prima statua lignea di Santa Venera. Ai piedi di tale edificio si può scorgere una vasca rivestita di marmo, il che fa supporre un'origine greca di quest'ultima dal momento che i Greci prediligevano il marmo nelle loro costruzioni, mentre i Romani il battuto di coccio. Gli studiosi ipotizzano inoltre, la presenza di altre vasche greche proprio nelle stesse fondamenta della chiesa. La leggenda narra che nella prima metà del II secolo la vergine Venera - la Santa che sulla fine del 1600 sarà' assunta a tutrice di Acireale - prestò la sua opera di apostolato presso le Terme, in qualità' di infermiera e che dopo il martirio il suo corpo - secondo alcuni il solo capo - venne gettato nel pozzo, ciò è' nella sorgente a pochi metri dalle Terme stesse. Il sito è oggi un parco archeologico gestito direttamente dalla Regione Siciliana – assessorato dei Beni culturali e dell’Identità siciliana – Dipartimento dei Beni culturali.

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